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Mamma,
se in Transilvania ti trasformi in un vampiro,
non venire poi a mordermi sul collo!!!
La
mia piccola me lo dice con un'aria da furbetta mentre mi assiste
prima della partenza, come un piccolo paggio fa col suo cavaliere.
Le appiccico un bacio sulle lentiggini tostate dal sole e
la rassicuro: "non ti preoccupare, l'organizzazione ci ha
fornito di un pratico Kit anti-vampiro, quindi vedrai che
andrà tutto bene. Termino la vestizione zippando le
varie cerniere, poi la visiera del casco fa "tlac" sigillandomi
dai rumori esterni. Saluto ancora la mia bimba e mi dirigo
all'appuntamento fissato per l'inizio del viaggio.
Sul
grigioso asfalto autostradale mi crogiolo fra pensieri e sensazioni:
sono emozionata all'idea di questa vacanza ma anche un po'
preoccupata. Sono 17 le moto partecipanti, e io sono l'unica
donna alla guida, anche un po' arrugginita...... spero proprio
di non fare brutta figura. Cerco conforto sbirciando nello
specchietto retrovisore il mio compagno, anche lui in sella
ad un CBR 600. Tramite il linguaggio gestuale ermetico dei
motociclisti ci trasmettiamo un saluto e mi sento già
meglio, tant'è che con un sospiro mi annebbio mezza
visiera......
Ci
incontriamo quindi tutti all'autogrill previsto. Sbircio le
moto e le facce dei partecipanti. Mi sono studiata a casa,
sull'elenco fornito dall'organizzazione, i loro nomi e i relativi
mezzi, ma 26 persone sono proprio tante. Il capogruppo ci
fornisce ulteriori istruzioni e consigli, ma già sta
tutto scritto sul meticoloso Road-Book che è stato
distribuito ad ognuno. Questo primo giorno ci snoccioliamo
così d'un fiato ben quattro frontiere fino al lago
Balaton, in Ungheria. L'indomani varchiamo finalmente il confine
rumeno. Siamo già in un mondo diverso, molto diverso
anche dal paese confinante, l'Ungheria. Il paesaggio è
alquanto selvatico e gli agglomerati urbani (due file di casette
basse) si concentrano sui bordi della strada principale. Intorno,
sulle colline, solo il verde.
Passiamo
attraverso diversi paesini, le case sono semplici, bassine
e colorate, sembrano disegnate coi pastelli dei bambini. Man
mano che ci avviciniamo alla capitale della Transilvania,
Cluj Napoca, davanti alle case si raccolgono donne e bambini
a vendere frutta e verdura appoggiata sui tavolini, cestini
e cassette di legno. E' un mondo di colori così vivaci
e diversi da ieri, quando predominava il grigio (anche a causa
della pioggia). Anche noi siamo più colorati, così,
tutti in fila mentre ci snodiamo su stradine e tornanti e
sembriamo un lungo serpente variopinto che i bambini acclamano
ridendo e salutando. O mimando con le mani un manubrio invisibile
mentre con la voce fanno "brum brum".
La
sera si cena insieme, a piccoli gruppi, ci si racconta impressioni,
sensazioni, revisioni tecniche spicce, lazzi e battutine.
Sembra impossibile che fino all'altro ieri fossimo tutti sconosciuti.
Ora già si delineano i caratteri, già vengono
assegnati i primi soprannomi come ad esempio "180" (uno che
va pianino......), "fragolina" , "Obelix" e anche "il Conte"
mia emaciata e dolce metà.
L'esplorazione
prosegue nei giorni seguenti attraverso i Carpazi, per nulla
sinistri e minacciosi come la mia immaginazione (aiutata da
qualche film.....) li aveva scolpiti. Siamo fra morbide campagne
e piccoli villaggi, mi colpisce ogni cosa, dal paesaggio rurale
a quello più urbano. La cittadella medioevale di Sighisoara
(dove nacque proprio lui, Vlad Dracula) con la sua torre dell'orologio
e i quartieri di case gotiche dai colori confetto. E ancora
i volti intensi della gente di campagna, le fortezze, le chiese,
i boschi e i verdi lineamenti di questa terra che accoglie
diverse culture e diverse età. In effetti sembra di
fare un viaggio a ritroso nel tempo, specie nel Maramures
dove l'identità contadina è più corposa
ed evidente: la gente, i loro costumi semplici, gli attrezzi
agricoli primordiali, gli animali che scorazzano ovunque,
i bambini che crescono tutti insieme. Pare impossibile che
esista una "parentesi" talmente intatta a poche centinaia
di chilometri dal nostro frenetico mondo iper-industrializzato.
Ma
avrò tempo al ritorno per gingillarmi con la filosofia:
si riparte ancora, le moto ruggiscono in un coro metallico.
Cominciamo ad avere un aspetto sempre più vissuto,
e noi si va a volte lanciati altre volte più cauti
per le strade che non sono certo un velluto da queste parti:
lavori in corso, sterratini, lembi di asfalto grattugiato.
Ma in fondo è anche il suo bello.
Dal
fitto verde-bruno si staglia intanto un castello che sembra
uscire da una fiaba. E' il Peles, che fu sontuosa residenza
dei potenti all'inizio del secolo. I suoi meravigliosi interni
furono "salvati" dalla permanenza di Ceaucescu con un astuto
stratagemma: egli venne convinto ad allontanarsi a causa di
un presunto fungo , molto velenoso per l'uomo, che - secondo
gli esperti - aveva intaccato il legno dell'arredamento del
maniero. I restauratori poterono così procedere al
recupero dello splendore degli ambienti del castello, che
merita davvero un accurata visita.
A
spron battuto conquistiamo anche il castello di Bran. La nostra
intrepida e graziosa guida rumena ci spiega che questa viene
indicata come residenza del vampiresco conte, che qui è
visto come un eroe nazionale, avendo difeso strenuamente i
confini contro i turchi, trascurando l'aspetto sanguinario
immaginato da Stoker.
Alla
sera a Brasov dormiamo in simpatici bungalows che sembrano
casette per gli gnomi.
Sul
tragitto verso Tulcea deviamo per visitare dei suggestivi
vulcani di fango ai quali si accede al termine di un tragitto
sterrato (ma praticabile....) che si snoda tra dune, sterpi
e trivelle per il petrolio. Che forte, questo viaggio!!! Ieri
sembrava di essere in Tirolo, oggi siamo nel Texas.
Il
paesaggio che conduce al Delta del Danubio è così
affascinante che non posso fare a meno di fermarmi per catturarlo
in pellicola. Il gruppo prosegue, ma il fido Asi "moto-scopa"
dell'organizzazione prontamente si affianca per vedere se
ho problemi. Lo rassicuro e gli contagio il fascino del paesaggio.
In breve senza togliere il casco incastriamo le rispettive
macchine fotografiche nel pertugio della visiera puntando
l'obbiettivo sul verde orizzonte brunito dal tramonto dove
su uno sterrato i conducenti di due carri trainati da animali
si scambiano un saluto.
Il
giorno dopo percorriamo in barca vari bracci del fiume fra
una vegetazione rigogliosa che pullula di miriadi di volatili
di varie forme e colori, tutti con una specializzazione comune:
quella di mettersi in volo appena si riesce a metterli a fuoco
nell'obbiettivo............
Attracchiamo
le imbarcazioni e visitiamo un villaggio di pescatori composto
da alcune case di legno colorato, due chiese e molte cicogne.
Mi colpiscono i bambini, sono biondissimi, con occhi e lineamenti
aguzzi, una bellezza pungente che arriva probabilmente dai
vicini confini ucraini. Ci seguono scalzi, incuriositi. Mi
sento a disagio per quei quattro soldi stropicciati che gli
abbiamo dato per i "bon bon", quando penso alle montagne di
Barbi e merendine farcite che ha in casa mia figlia.....Proseguiamo
l'esplorazione fluviale con un intervallo per il pranzo, organizzato
in quattro e quattr'otto dai nostri "capitani" che allestiscono
il tutto - zuppa e grigliata di pesce locale - in una radura
sul bordo del fiume.
Il
nostro viaggio nel tempo prosegue: il giorno dopo abbandoniamo
il Danubio per varcare gli antichi portoni dei monasteri dove
tutto sembra svolgersi come nel passato, almeno a giudicare
dall'abbigliamento e dalle attività delle monache che
li abitano. Rimaniamo impressionati anche dalla bellezza dei
dipinti che ricoprono sia l'interno che l'esterno delle chiese,
illustrando le varie fasi storiche in una affascinante sorta
di "fumetto" medioevale.
Verso
il termine del viaggio i nostri destrieri di acciaio percorrono
le splendide campagne del Maramures, fra villaggi contadini
e suggestive chiese di legno svettanti verso il cielo (la
più alta arriva a 74 metri.....)
Il
nostro capogruppo, soprannominato "traveller", e la sua paziente
interprete rumena ci conducono quindi al famoso "cimitero
allegro", unico al mondo, dove ogni tomba racconta con disegni
e allegri versi scolpiti su coloratissime lapidi di legno
le fasi della vita e della morte della gente del luogo. Bimbe
e ragazze, vestite a festa, sono riunite, composte, nel cortile
del cimitero attiguo alla chiesa dove si celebra la funzione
religiosa. I foulards a fiori vivaci incorniciano volti bellissimi
sui quali spiccano intensi occhi chiari a mandorla. I loro
abiti colorati tradizionali contrastano con gli austeri panni
neri delle donne più anziane. Gli uomini, anche loro
eleganti, stanno fuori dalla chiesa e dal cortile parlano
e sbirciano incuriositi da noi , strani "astronauti" stranieri.
Al
ritorno ho la moto bella carica: l'artigianato locale offre
molto a prezzi davvero convenienti. Sono carica anche dentro:
nella mente fermenta un bagaglio di immagini ed esperienze
come se avessi visitato diversi paesi per molte settimane,
ed invece sono stata via solo 15 giorni. Pochi ma tanti, anche
per la mia bimba che al mio rientro, dopo avermi controllato
i canini (non si sa mai) mi abbraccia così forte che
rischio di cadere dalla moto, mettendo a repentaglio il record
personale di incolumità raggiunto con fatica durante
questo intenso, splendido e avventuroso viaggio.
Grazie,
ROMANIA.
INFORMAZIONI
UTILI.
La
Romania si è aperta al turismo straniero da pochi anni,
ma ha un patrimonio enorme che però viene mal sfruttato.
Un esempio: il castello Peles, visione fiabesca unica in Europa,
è chiuso ben due giorni la settimana e nei restanti
cinque è aperto solo per 4 ore (chiude alle 14). E
pensare che il costo di un biglietto di ingresso (per gli
stranieri) è pari alla paga giornaliera di un impiegato
rumeno (circa 10.000 lire). Centinaia sono i turisti stranieri
che giornalmente tornano indietro senza essere riusciti a
visitare il castello.............. Molto poche anche le infrastrutture.
Praticamente assenti i campeggi (con eccezione di Brasov dove
c'è un campeggio bellissimo). A meno di non affidarsi
per il viaggio a serie organizzazioni, anche gli alberghi
sono un terno al lotto, nel senso che non sai mai dove andrai
a finire (la pulizia e la cordialità in Romania sono
spesso un optional).
Nonostante
questo la Romania per un moto-turista adattabile ed esperto
consente, proprio perché vera scoperta, una vacanza
interessante ed estremamente economica come ormai in poche
parti d'Europa è possibile fare. Di particolare bellezza
la regione del Delta del Danubio, comunque difficile
da visitare non solo per il problema della sicurezza del parcheggio
della moto ma anche per le oscillazioni del livello dell'acqua
che rendono a volte impraticabili i canali più interessanti.
La regione del Maramures è quella da un punto
di vista umano più interessante. Qui si può
osservare come si svolgeva la vita nelle nostre campagne prima
della guerra: agricoltura con mezzi animali, filatura della
lana, comunità familiari. Un vero e proprio salto nel
passato, non privo di aspetti positivi stando alle espressioni
comunque serene dipinte sul volto degli abitanti. La Bucovina
sorprende per i tesori artistici che conserva . Il monastero
di Voronet per la bellezza dei suoi affreschi esterni è
noto anche come la "cappella Sistina dell'Est", ma splendidi
sono anche gli affreschi degli altri monasteri. La Transilvania
è sicuramente diversa da come tutti si aspettano: un
grande altopiano collinare ricco di piccoli villaggi medioevali,
con uno stile architettonico unico conservato per secoli e
importato dai primi sassoni. Notevoli le testimonianze della
storia travagliata della regione, prime fra tutte le chiese
fortificate. I Carpazi in alcuni punti sono veramente
minacciosi come ci si aspetta (gole di Bicaz) ma per il resto
sono delle montagne molto simili alla nostra catena appenninica,
più ricche di foreste e comunque ben abitate. Per visitare
tutta la Romania consigliabile una permanenza di almeno 10-15
gg.
Le
strade in generale sono molto brutte, e pericolose per
chi va in moto, specie se piove. Attenzione soprattutto ai
lavori in corso, praticamente ovunque nel paese: sono mal
segnalati e in quei tratti pericolosissimi. Non viaggiate
di notte, sia per quanto detto prima sia per gli innumerevoli
mezzi agricoli che transitano senza luci specie in Moldavia
e in Maramures.
Per
arrivare in Romania servono circa due giorni. La strada
più veloce passa da Graz (Austria) e da Budapest (Ungheria)
che si consiglia comunque di vedere sostando almeno un giorno.
Non
servono visti ma è indispensabile il passaporto. Per
entrare in Romania occorre pagare una salata tassa di ingresso
(impropriamente chiamata Visto) che si può pagare prima
della partenza anche direttamente all'Ambasciata a Roma con
una notevole riduzione di prezzo
Testo di SANTONI BARBARA.
Foto nel servizio pubblicato di Mazzini Dino. |