ROMANIA 3-18 Agosto 1996
TRANSILVANIA, sulle strade dei Vampiri

testo: Santoni Barbara (MI)
Pubblicato su TUTTOMOTO, maggio 1997


Mamma,
se in Transilvania ti trasformi in un vampiro,
non venire poi a mordermi sul collo!!!

La mia piccola me lo dice con un'aria da furbetta mentre mi assiste prima della partenza, come un piccolo paggio fa col suo cavaliere. Le appiccico un bacio sulle lentiggini tostate dal sole e la rassicuro: "non ti preoccupare, l'organizzazione ci ha fornito di un pratico Kit anti-vampiro, quindi vedrai che andrà tutto bene. Termino la vestizione zippando le varie cerniere, poi la visiera del casco fa "tlac" sigillandomi dai rumori esterni. Saluto ancora la mia bimba e mi dirigo all'appuntamento fissato per l'inizio del viaggio.

Sul grigioso asfalto autostradale mi crogiolo fra pensieri e sensazioni: sono emozionata all'idea di questa vacanza ma anche un po' preoccupata. Sono 17 le moto partecipanti, e io sono l'unica donna alla guida, anche un po' arrugginita...... spero proprio di non fare brutta figura. Cerco conforto sbirciando nello specchietto retrovisore il mio compagno, anche lui in sella ad un CBR 600. Tramite il linguaggio gestuale ermetico dei motociclisti ci trasmettiamo un saluto e mi sento già meglio, tant'è che con un sospiro mi annebbio mezza visiera......

Ci incontriamo quindi tutti all'autogrill previsto. Sbircio le moto e le facce dei partecipanti. Mi sono studiata a casa, sull'elenco fornito dall'organizzazione, i loro nomi e i relativi mezzi, ma 26 persone sono proprio tante. Il capogruppo ci fornisce ulteriori istruzioni e consigli, ma già sta tutto scritto sul meticoloso Road-Book che è stato distribuito ad ognuno. Questo primo giorno ci snoccioliamo così d'un fiato ben quattro frontiere fino al lago Balaton, in Ungheria. L'indomani varchiamo finalmente il confine rumeno. Siamo già in un mondo diverso, molto diverso anche dal paese confinante, l'Ungheria. Il paesaggio è alquanto selvatico e gli agglomerati urbani (due file di casette basse) si concentrano sui bordi della strada principale. Intorno, sulle colline, solo il verde.

Passiamo attraverso diversi paesini, le case sono semplici, bassine e colorate, sembrano disegnate coi pastelli dei bambini. Man mano che ci avviciniamo alla capitale della Transilvania, Cluj Napoca, davanti alle case si raccolgono donne e bambini a vendere frutta e verdura appoggiata sui tavolini, cestini e cassette di legno. E' un mondo di colori così vivaci e diversi da ieri, quando predominava il grigio (anche a causa della pioggia). Anche noi siamo più colorati, così, tutti in fila mentre ci snodiamo su stradine e tornanti e sembriamo un lungo serpente variopinto che i bambini acclamano ridendo e salutando. O mimando con le mani un manubrio invisibile mentre con la voce fanno "brum brum".

La sera si cena insieme, a piccoli gruppi, ci si racconta impressioni, sensazioni, revisioni tecniche spicce, lazzi e battutine. Sembra impossibile che fino all'altro ieri fossimo tutti sconosciuti. Ora già si delineano i caratteri, già vengono assegnati i primi soprannomi come ad esempio "180" (uno che va pianino......), "fragolina" , "Obelix" e anche "il Conte" mia emaciata e dolce metà.

L'esplorazione prosegue nei giorni seguenti attraverso i Carpazi, per nulla sinistri e minacciosi come la mia immaginazione (aiutata da qualche film.....) li aveva scolpiti. Siamo fra morbide campagne e piccoli villaggi, mi colpisce ogni cosa, dal paesaggio rurale a quello più urbano. La cittadella medioevale di Sighisoara (dove nacque proprio lui, Vlad Dracula) con la sua torre dell'orologio e i quartieri di case gotiche dai colori confetto. E ancora i volti intensi della gente di campagna, le fortezze, le chiese, i boschi e i verdi lineamenti di questa terra che accoglie diverse culture e diverse età. In effetti sembra di fare un viaggio a ritroso nel tempo, specie nel Maramures dove l'identità contadina è più corposa ed evidente: la gente, i loro costumi semplici, gli attrezzi agricoli primordiali, gli animali che scorazzano ovunque, i bambini che crescono tutti insieme. Pare impossibile che esista una "parentesi" talmente intatta a poche centinaia di chilometri dal nostro frenetico mondo iper-industrializzato.

Ma avrò tempo al ritorno per gingillarmi con la filosofia: si riparte ancora, le moto ruggiscono in un coro metallico. Cominciamo ad avere un aspetto sempre più vissuto, e noi si va a volte lanciati altre volte più cauti per le strade che non sono certo un velluto da queste parti: lavori in corso, sterratini, lembi di asfalto grattugiato. Ma in fondo è anche il suo bello.

Dal fitto verde-bruno si staglia intanto un castello che sembra uscire da una fiaba. E' il Peles, che fu sontuosa residenza dei potenti all'inizio del secolo. I suoi meravigliosi interni furono "salvati" dalla permanenza di Ceaucescu con un astuto stratagemma: egli venne convinto ad allontanarsi a causa di un presunto fungo , molto velenoso per l'uomo, che - secondo gli esperti - aveva intaccato il legno dell'arredamento del maniero. I restauratori poterono così procedere al recupero dello splendore degli ambienti del castello, che merita davvero un accurata visita.

A spron battuto conquistiamo anche il castello di Bran. La nostra intrepida e graziosa guida rumena ci spiega che questa viene indicata come residenza del vampiresco conte, che qui è visto come un eroe nazionale, avendo difeso strenuamente i confini contro i turchi, trascurando l'aspetto sanguinario immaginato da Stoker.

Alla sera a Brasov dormiamo in simpatici bungalows che sembrano casette per gli gnomi.

Sul tragitto verso Tulcea deviamo per visitare dei suggestivi vulcani di fango ai quali si accede al termine di un tragitto sterrato (ma praticabile....) che si snoda tra dune, sterpi e trivelle per il petrolio. Che forte, questo viaggio!!! Ieri sembrava di essere in Tirolo, oggi siamo nel Texas.

Il paesaggio che conduce al Delta del Danubio è così affascinante che non posso fare a meno di fermarmi per catturarlo in pellicola. Il gruppo prosegue, ma il fido Asi "moto-scopa" dell'organizzazione prontamente si affianca per vedere se ho problemi. Lo rassicuro e gli contagio il fascino del paesaggio. In breve senza togliere il casco incastriamo le rispettive macchine fotografiche nel pertugio della visiera puntando l'obbiettivo sul verde orizzonte brunito dal tramonto dove su uno sterrato i conducenti di due carri trainati da animali si scambiano un saluto.

Il giorno dopo percorriamo in barca vari bracci del fiume fra una vegetazione rigogliosa che pullula di miriadi di volatili di varie forme e colori, tutti con una specializzazione comune: quella di mettersi in volo appena si riesce a metterli a fuoco nell'obbiettivo............

Attracchiamo le imbarcazioni e visitiamo un villaggio di pescatori composto da alcune case di legno colorato, due chiese e molte cicogne. Mi colpiscono i bambini, sono biondissimi, con occhi e lineamenti aguzzi, una bellezza pungente che arriva probabilmente dai vicini confini ucraini. Ci seguono scalzi, incuriositi. Mi sento a disagio per quei quattro soldi stropicciati che gli abbiamo dato per i "bon bon", quando penso alle montagne di Barbi e merendine farcite che ha in casa mia figlia.....Proseguiamo l'esplorazione fluviale con un intervallo per il pranzo, organizzato in quattro e quattr'otto dai nostri "capitani" che allestiscono il tutto - zuppa e grigliata di pesce locale - in una radura sul bordo del fiume.

Il nostro viaggio nel tempo prosegue: il giorno dopo abbandoniamo il Danubio per varcare gli antichi portoni dei monasteri dove tutto sembra svolgersi come nel passato, almeno a giudicare dall'abbigliamento e dalle attività delle monache che li abitano. Rimaniamo impressionati anche dalla bellezza dei dipinti che ricoprono sia l'interno che l'esterno delle chiese, illustrando le varie fasi storiche in una affascinante sorta di "fumetto" medioevale.

Verso il termine del viaggio i nostri destrieri di acciaio percorrono le splendide campagne del Maramures, fra villaggi contadini e suggestive chiese di legno svettanti verso il cielo (la più alta arriva a 74 metri.....)

Il nostro capogruppo, soprannominato "traveller", e la sua paziente interprete rumena ci conducono quindi al famoso "cimitero allegro", unico al mondo, dove ogni tomba racconta con disegni e allegri versi scolpiti su coloratissime lapidi di legno le fasi della vita e della morte della gente del luogo. Bimbe e ragazze, vestite a festa, sono riunite, composte, nel cortile del cimitero attiguo alla chiesa dove si celebra la funzione religiosa. I foulards a fiori vivaci incorniciano volti bellissimi sui quali spiccano intensi occhi chiari a mandorla. I loro abiti colorati tradizionali contrastano con gli austeri panni neri delle donne più anziane. Gli uomini, anche loro eleganti, stanno fuori dalla chiesa e dal cortile parlano e sbirciano incuriositi da noi , strani "astronauti" stranieri.

Al ritorno ho la moto bella carica: l'artigianato locale offre molto a prezzi davvero convenienti. Sono carica anche dentro: nella mente fermenta un bagaglio di immagini ed esperienze come se avessi visitato diversi paesi per molte settimane, ed invece sono stata via solo 15 giorni. Pochi ma tanti, anche per la mia bimba che al mio rientro, dopo avermi controllato i canini (non si sa mai) mi abbraccia così forte che rischio di cadere dalla moto, mettendo a repentaglio il record personale di incolumità raggiunto con fatica durante questo intenso, splendido e avventuroso viaggio.

Grazie, ROMANIA.

 

INFORMAZIONI UTILI.

La Romania si è aperta al turismo straniero da pochi anni, ma ha un patrimonio enorme che però viene mal sfruttato. Un esempio: il castello Peles, visione fiabesca unica in Europa, è chiuso ben due giorni la settimana e nei restanti cinque è aperto solo per 4 ore (chiude alle 14). E pensare che il costo di un biglietto di ingresso (per gli stranieri) è pari alla paga giornaliera di un impiegato rumeno (circa 10.000 lire). Centinaia sono i turisti stranieri che giornalmente tornano indietro senza essere riusciti a visitare il castello.............. Molto poche anche le infrastrutture. Praticamente assenti i campeggi (con eccezione di Brasov dove c'è un campeggio bellissimo). A meno di non affidarsi per il viaggio a serie organizzazioni, anche gli alberghi sono un terno al lotto, nel senso che non sai mai dove andrai a finire (la pulizia e la cordialità in Romania sono spesso un optional).

Nonostante questo la Romania per un moto-turista adattabile ed esperto consente, proprio perché vera scoperta, una vacanza interessante ed estremamente economica come ormai in poche parti d'Europa è possibile fare. Di particolare bellezza la regione del Delta del Danubio, comunque difficile da visitare non solo per il problema della sicurezza del parcheggio della moto ma anche per le oscillazioni del livello dell'acqua che rendono a volte impraticabili i canali più interessanti. La regione del Maramures è quella da un punto di vista umano più interessante. Qui si può osservare come si svolgeva la vita nelle nostre campagne prima della guerra: agricoltura con mezzi animali, filatura della lana, comunità familiari. Un vero e proprio salto nel passato, non privo di aspetti positivi stando alle espressioni comunque serene dipinte sul volto degli abitanti. La Bucovina sorprende per i tesori artistici che conserva . Il monastero di Voronet per la bellezza dei suoi affreschi esterni è noto anche come la "cappella Sistina dell'Est", ma splendidi sono anche gli affreschi degli altri monasteri. La Transilvania è sicuramente diversa da come tutti si aspettano: un grande altopiano collinare ricco di piccoli villaggi medioevali, con uno stile architettonico unico conservato per secoli e importato dai primi sassoni. Notevoli le testimonianze della storia travagliata della regione, prime fra tutte le chiese fortificate. I Carpazi in alcuni punti sono veramente minacciosi come ci si aspetta (gole di Bicaz) ma per il resto sono delle montagne molto simili alla nostra catena appenninica, più ricche di foreste e comunque ben abitate. Per visitare tutta la Romania consigliabile una permanenza di almeno 10-15 gg.

Le strade in generale sono molto brutte, e pericolose per chi va in moto, specie se piove. Attenzione soprattutto ai lavori in corso, praticamente ovunque nel paese: sono mal segnalati e in quei tratti pericolosissimi. Non viaggiate di notte, sia per quanto detto prima sia per gli innumerevoli mezzi agricoli che transitano senza luci specie in Moldavia e in Maramures.

Per arrivare in Romania servono circa due giorni. La strada più veloce passa da Graz (Austria) e da Budapest (Ungheria) che si consiglia comunque di vedere sostando almeno un giorno.

Non servono visti ma è indispensabile il passaporto. Per entrare in Romania occorre pagare una salata tassa di ingresso (impropriamente chiamata Visto) che si può pagare prima della partenza anche direttamente all'Ambasciata a Roma con una notevole riduzione di prezzo

Testo di SANTONI BARBARA.
Foto nel servizio pubblicato di Mazzini Dino.


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