Una per tutte,
da ricordare, il rifornimento di carburante: e' normale per
tutti i motociclisti che, giunti alla pompa, si faccia il pieno
e poi successivamente si paghi per i litri che sono serviti
a riempire il serbatoio. Un meccanismo che diamo talmente scontato
che nessuno immagina possa essere diverso da questo. Invece
in Ucraina e in Russia anche questo non funziona così.
In quei posti, prima decidi quanti litri vuoi comprare, poi
paghi (presso uno sportello blindato che nemmeno le nostre banche
sono cosi' sicure.), e solo dopo puoi mettere la benzina. Un
meccanismo assurdo, tollerabile per le auto che hanno serbatoi
grandi, ma che per noi motociclisti era fonte solo di problemi
e perdite di tempo: serbatoi che rimanevano poco più
che a metà, altri che non riuscivano a contenere tutta
la benzina pagata e quindi bisognava trovare un'altra moto del
gruppo che la volesse ecc ecc. Quasi sempre sono stati inutili
i nostri tentativi di far comprendere ai benzinai la convenienza
di adottare il metodo "normale" che usano in tutte
le altri parti del mondo. Le prima volte, seccati, abbiamo anche
lasciato il distributore senza fare benzina, per poi trovarne
un altro anch'esso irremovibile, e arrendendoci infine per non
rimanere a secco !
E poi la polizia stradale, soprattutto in Ucraina, tanta e troppa,
inflessibile nel fermare tutti noi per ogni minima infrazione,
ma poi accomodante nell'importo della sanzione, soprattutto
se per pagare e ripartire in fretta si usavano gli euro e si
evitava di chiedere loro la ricevuta… E anche la lingua, con
i loro incomprensibili caratteri cirillici, dove la P in realtà
è la nostra R, o la H, che e' la nostra N , e la B che
e' la nostra V, e cosi' via a comporre nomi che sono quindi
impossibili anche da leggere… Difficile capire agli incroci
dove andare, se non si ha una cartina (meglio acquistata sul
posto) con i nomi delle città nella loro grafia originale.
Assolutamente inutile provare a chiedere informazioni ai passanti.
Meglio di tutto, conoscere il cirillico, come la nostra guida
Fabio da Roma (Nelik) che in Russia in moto c'è già
stato 4 volte.
Passando sopra a tutto questo, però, anche se siamo
solo a poco più di metà del nostro viaggio,
sono già nella nostra memoria tutti i lati positivi
dei giorni passati insieme. In particolare, la gioia e l'emozione
della foto di gruppo al grande cartello che indica l'arrivo
nella città di MOSCA, come anche quella sotto la cattedrale
di San Basilio e le mura del Cremlino, a margine della Piazza
Rossa. Un luogo non più lontano di altre mete turistiche
europee ma molto difficile da raggiungere con un proprio mezzo;
non perché i km siano tanti o le strade siano particolarmente
difficili, ma solo perché le complesse procedure di
invito, visto, assicurazioni, deleghe richiedono per il turista
fai da te necessariamente una conoscenza sul posto, altrimenti
e' quasi indispensabile appoggiarsi ad una agenzia. Per noi
tutti, organizzatori e partecipanti, foto che significano
e mostrano l'orgoglio di essere riusciti in questa impresa,
quasi una sfida, superando anche altri imprevisti e difficoltà
(non sto adesso ad elencarli tutti, comunque via via sempre
risolti dal nutrito staff organizzativo) che, scherzosamente,
avevano indotto i più burloni del gruppo a rinominare
il nostro viaggio: non più "Stella Russa"
ma "la campagna di Russia" . Un termine che meglio
di altri sintetizza la tenacia dimostrata dai partecipanti
e quella loro intima sensazione di aver dimostrato nei fatti
di essere più "forti" di tutti quei motociclisti
che ad esempio a questa destinazione non hanno mai avuto nemmeno
il coraggio di pensare !!
Il paesaggio, ora che siamo in Estonia, e' senz'altro più
gradevole: foreste di conifere in lievi ondulazioni del terreno,
fino anche alla riva del mare, gelido nonostante il sole,
e piccole fattorie sparse tra i boschi e le radure coltivate.
Un paesaggio conosciuto, per chi è già stato
nei paesi Scandinavi, in cui queste tre repubbliche baltiche
(Estonia, Lettonia, Lituania) pare quasi si specchino, anche
nella fisionomia degli abitanti . In Russia e in Ucraina il
paesaggio era più monotono e meno interessante, forse
anche per colpa della stagione nella quale siamo passati noi.
Quasi esclusivamente pianeggiante, coltivato a cereali o altre
colture con colori spenti: raramente ci aveva entusiasmato,
nonostante anche qui avessimo il sole. A ravvivarlo, specie
a lato della strada tra Mosca e San Pietroburgo, ogni tanto
solo i tetti colorati delle piccolissime case disposte in
"ordine sparso" nei paesi rurali, nei quali era
difficile stabilire dove cominciava il centro abitato e dove
finivano in campi. Ma lo sapevamo prima di partire che nel
nostro viaggio le cose belle da vedere sarebbero state le
città. Che belle lo sono per davvero: Leopoli e Kiev,
in Ucraina; Mosca e San Pietroburgo, in Russia; Tallin e Riga
nei Paesi Baltici; Praga per finire prima di tornare a casa.
LEOPOLI e' il centro più importante dell'Ucraina occidentale.
Una delle città più antiche e belle di tutto
il paese, sede principale della chiesa greco-cattolica (Uniate),
i cui fedeli sono cattolici che riconoscono l'autorità
del Papa ma aderiscono al rito bizantino, il medesimo degli
ortodossi, dai tempi della cristianizzazione della Rus. Noi
purtroppo siamo arrivati troppo tardi la sera per colpa del
tempo perso alla frontiera e cosi' siamo riusciti a vedere
solo un poco del centro, dalla moto, mentre la mattina, frettolosamente,
prendevamo la strada per Kiev.
KIEV invece siamo riusciti a vederla abbastanza bene, in
quanto ci siamo fermati due notti, e quindi abbiamo avuto
un giorno intero a disposizione. In verità, prima di
visitare la città, alla mattina siamo stati onorati
dall'incontro con i rappresentanti del Ministero del Turismo
Ucraino e la Federazione Motociclistica locale, con tanto
di televisione di stato. Non capita spesso che un così
nutrito gruppo di motociclisti stranieri arrivi in Ucraina,
e il nostro arrivo era stato preannunciato loro dalle autorità
diplomatiche in Italia dove prima di partire avevamo ottenuto
i visti di ingresso. La capitale dell'Ucraina si stende per
circa 60 km sulle rive del Dnepr, un fiume lungo oltre 2.200
km, e che ha dato il nome anche ad una famosa casa motociclistica
che ha sede proprio a Kiev, la DNEPR appunto. Motori bicilindrici
a cilindri contrapposti costruiti ancora oggi a copia dei
vecchi motori BMW degli anni 60, con una varietà di
allestimenti che nella piccola mostra annessa alla fabbrica
abbiamo anche avuto la possibilità di vedere e montare.
Le più desiderate, le foto con il grosso sidecar dalla
linea decisamente "retrò…"
Kiev e' stata quasi completamente distrutta dai nazisti nella
seconda guerra mondiale, che la occuparono dal 21 settembre
1941 al 6 novembre 1943. Molti dei suoi abitanti furono deportati
e uccisi. La città fu poi completamente ricostruita
e conserva, immersa nel verde di parchi e giardini, splendidi
monumenti, alcuni molto antichi, dell'epoca in cui la sua
bellezza competeva con quella di Roma e Costantinopoli. Di
Kiev, in particolare ci hanno colpito la Cattedrale di Santa
Sofia e il monastero della Laura. La prima si affaccia sulla
piazza Bagdan Chmelnickji, condottiero atamano che lottò
contro la dominazione polacca (1648-54) e rese possibile la
riunificazione alla Russia: nella sua statua equestre, al
centro della piazza, la mano destra protesa nella direzione
di Mosca sta proprio a simboleggiare il desiderio del popolo
ucraino di unificarsi in un unico stato con quello Russo.
Cosa che e' anche stata, dal 1922 al 1991, nella URSS. (ma
ora c'è di nuovo tra questi due stati una frontiera
che per attraversarla servono tante ore !!!) La cattedrale
di Santa Sofia risale al 1037, e la leggenda dice che venne
costruita proprio nel luogo dove le truppe dell'antica Rus
sconfissero le orde dei nomadi. Qui venivano incoronati i
principi e si ricevevano gli ambasciatori stranieri, e fu
anche luogo di sepoltura di metropoliti e principi russi.
Attualmente, dopo nove secoli di vita, distruzioni e rimaneggiamenti,
la cattedrale ha 19 cupole rivestite di una lamina d'oro.
L'interno, come in molte altre cattedrali, e' decorato da
magnifici affreschi e mosaici. Non lontano dalla cattedrale
si trova la Porta d'Oro, antica entrata solenne della città,
così chiamata per il fatto che anche qui i battenti
della porta e le cupole della piccola chiesa dell'annunciazione,
a questa annessa, sono ricoperti di lamine d'oro. Nel 1240
quando le orde mongolo-tartare assediarono la città
dovettero passare da altre parti perché questa non
riuscirono a superarla. Il monastero della Grotte risale anch'esso
ai secoli XI - XIX e si estende su una superficie di 28 ettari,
come il Cremlino di Mosca. Il suo nome deriva dal fatto che
in questa area sono molte le grotte che servirono come luogo
di sepoltura e abitazione dei monaci. Durante la Grande Guerra
Patriottica (così i sovietici hanno sempre chiamato
la Seconda Guerra Mondiale) nelle grotte annesse al monastero
si rifugiò parte della popolazione keviana. I principi
di Kiev che avevano bisogno dell'appoggio della chiesa facevano
ricche donazioni, e così il monastero pian piano divenne
uno dei centri più importanti anche per il commercio
e la cultura. Alla fine del XVII secolo il monastero ricevette
il titolo di Lavra, cioè monastero principale. Il punto
focale del complesso architettonico e il suo monumento più
antico era la cattedrale dell'Assunzione: distrutta dai nazisti
nel 1941 (o, forse, da partigiani locali nel tentativo di
uccidere con l'attentato un gerarca nazista in visita alla
chiesa), è stata completamente ricostruita in questi
ultimi tre anni esattamente come era, con lo stesso sfarzo
e rivestimento di oro delle cupole. Non si capisce come e
con che risorse economiche, viste le condizioni generali del
paese, con una economia quasi in ginocchio. Dall'alto del
campanile principale, o campanile grande, alto 96 metri, abbiamo
goduto di splendidi panorami sul fiume e le sue spiagge, oltre
a meglio ammirare lo splendore delle cupole dorate di tutto
il complesso monastico. In una delle sale vicine poi abbiamo
visitato una curiosa mostra delle miniature: ricordo con stupore
la rosa scolpita mediante incisione su un capello, e la scacchiera
(con tutti i pezzi….) sulla capocchia di uno spillo. Una mostra
i cui capolavori erano visibili solo attraverso oculari che
ingrandivano enormemente quello che stava dall'altra parte.
Ancora adesso se non li avessi visti con i miei occhi non
li crederei possibili da realizzare.
A MOSCA siamo arrivati già il 6° giorno di viaggio.
Era il tardo pomeriggio dell'8 agosto. Siamo rimasti qui a
dormire quattro notti. Un giorno siamo stati con un bus tutti
assieme fino alla cittadina di Sergiev Posad (Zagorsk in epoca
sovietica) dove c'è forse il monastero più bello,
il monastero della Trinità di San Sergio. Anche questo,
come il monastero delle Grotte di Kiev, e' uno delle quattro
"lavre", ovvero uno dei quattro massimi monasteri
della Russia. Il complesso monastico, circondato da una bellissima
cinta muraria con 10 torri, comprende sette chiese, due cattedrali,
una accademia di Teologia, un seminario, l'antico ospedale.
Richiama turisti da tutto il mondo, e da un punto di vista
spirituale riveste per la Russia una importanza analoga a
quella che diamo noi al nostro Vaticano Nel 1500 il monastero
era il più ricco proprietario terriero di tutta la
Russia, con oltre 16.000 servi della gleba; ebbe anche una
importanza notevole all'epoca di Pietro il Grande. Io ricordo
in particolare le cupole, azzurre e ricoperte di stelle d'oro,
e le immagini della piccola mostra fotografica che esponeva
scene d'epoca, quando i bolscevichi fecero precipitare dai
campanili le campane, simbolo del potere della chiesa. Anche
queste sono state nuovamente rifatte ed erano, proprio nei
giorni della nostra visita, ai piedi del campanile pronte
ad essere rimesse al loro posto.
Per due giornate intere siamo comunque stati nel centro della
capitale. La Piazza Rossa si estende per 700 metri di lunghezza
e 130 di larghezza, a ridosso delle mura in mattoni rossi
del Cremlino. E' isola pedonale, sorvegliata da ogni parte
da pattuglie di poliziotti. E' stato difficile riuscire a
trovare una posizione adeguata e tollerata in cui potessimo
fare la foto con le moto. Sullo stesso lato delle mura del
Cremlino, circa a metà, c'è il mausoleo di Lenin,
in granito rosso, dove il corpo del grande statista morto
nel 1924 "riposa" imbalsamato in un sarcofago di
cristallo. Milioni di visitatori, specie in epoca sovietica,
hanno reso omaggio al fondatore della URSS. Anche oggi, la
coda per entrare e' notevole, e non e' permesso fermarsi una
volta giunti in prossimità della bara. Dietro al mausoleo
c'è un piccolo cimitero dove sono sepolti molti capi
comunisti, compreso Stalin, e grandi rivoluzionari della prima
ora, veri fautori della Rivoluzione d'Ottobre (o del Grande
Ottobre Rosso come lo chiamavano fino a pochi anni fa). Dietro
al mausoleo e' sepolto anche Kalashnikov, l'inventore del
celebre mitragliatore automatico il cui nome, AK-47, ricorda
le iniziali dell'inventore e l'anno in cui fu prodotta l'arma
per la prima volta, in seguito costantemente aggiornata. Nelle
urne collocate dentro le mura ci sono invece le ceneri dello
scrittore Gor'kij, dell'astronauta Gagarin e del giornalista-scrittore
americano John Reed autore de "I dieci giorni che sconvolsero
il mondo". La cattedrale di San Basilio chiude anch'essa
la Piazza Rossa, sul lato che guarda il fiume Moscova. E'
uno dei simboli di Mosca, con le sue sfarzose cupole, l'una
diversa dall'altra, multicolori. Purtroppo era in parziale
ristrutturazione. Il Cremlino è il nucleo più
antico della città di Mosca, le sue mura in mattoni
rossi hanno un perimetro di circa due km e una altezza da
5 a 19 metri, con uno spessore minimo di tre metri e mezzo.
I merli ghibellini a forma di coda di rondine sono tipici
delle fortezze italiane, così come l'architettura delle
20 torri : artefici furono infatti architetti italiani, tra
cui a dirigere i lavori Aristotele Fioravanti, chiamati da
Ivan III in quanto all'epoca in Italia l'ingegneria militare
era all'avanguardia. Su cinque torri nel 1937 furono issate
5 stelle del diametro di circa 3,5 metri e del peso di una
tonnellata ciascuna, costruite con un vetro di rubino a tre
strati, con potenti lampadine e ventilatori all'interno, estremamente
suggestivo vederle brillare di notte. Il centro del Cremlino
e' la piazza delle cattedrali: qui Mosca e' ancora di pietra
bianca, come erano un tempo le mura del Cremlino prima che
alla fine del quattrocento fossero demolite le vecchie fortificazioni
per far posto alle attuali. Sulla piazza si affacciano tre
meravigliose cattedrali (anch'esse con le cupole dorate),
una piccola chiesa ed importanti palazzi. Tra le altre meraviglie,
ricordo all'interno del Cremlino altre due curiosità,
che colpiscono tutti i visitatori, anche i meno appassionati
d'arte. La "zarina delle campane", la campana più
grande del mondo (200 tonnellate e 6,5 metri di altezza) che
però non fu mai posta sul campanile e quindi mai suonò.
E anche lo "zar dei cannoni", un cannone di 1586
tonnellate, che anche questo non sparò mai un colpo.
Vuole la leggenda sia stato costruito ai tempi della guerra
con la Svezia solo per mostrarlo agli avversari, che stavano
avvicinandosi alla città, per mostrare di che potenza
militare potevano disporre i russi. .Il Cremlino è
tuttora la sede del governo russo, dopo essere stata famosa
sede del Governo e del Consiglio dei Ministri della URSS.
Pertanto la sorveglianza militare è molto attenta,
a noi turisti non viene concesso nessun "passo falso":
un piede nella direzione sbagliata, o sull'erba dei giardini,
e immediatamente un seccato fischietto ti fa capire subito
che e' meglio fermarsi e tornare dove sono gli altri….
Alla Metropolitana di Mosca abbiamo dedicato quasi una intera
mattina. E' un'opera monumentale, costruita non solo per essere
funzionale, ma anche per essere bella. Non c'è viaggiatore
che non rimanga stupito e non abbia l'impressione, soprattutto
in alcune stazioni, di trovarsi in vere e proprie sale riccamente
decorate.
Abbiamo quindi percorso in battello un tratto della Moscova,
passando a fianco della Cattedrale di Cristo Salvatore, alla
quale siamo poi andati anche il giorno dopo, quando siamo
tornati in centro per visitare anche i Magazzini Gum, che
chiudono la Piazza Rossa dalla parte opposta delle mura del
Cremlino. Questa cattedrale, in pietra bianca, cupole dorate
e inimmaginabili affreschi interni, costruita in 50 anni di
lavoro dal 1839 al 1883, era stata poi demolita da Stalin
nel 1932, per far posto ad uno dei grattacieli dallo stile
inconfondibile che questo volle costruire a Mosca.. Dopo la
demolizione della cattedrale, si vide pero' che il terreno
non era in grado di reggere il peso di una struttura come
quella ipotizzata da Stalin, per cui nelle fondamenta fu realizzata
la grande piscina all'aperto di Mosca, uno dei simboli dell'epoca
sovietica. Dopo la caduta del regime comunista, la chiesa
e' stata ricostruita tale quale in meno di 4 anni: la sua
riedificazione, fortemente voluta dalla chiesa e appoggiata
dal governo, è diventata un simbolo della rinascita
della Russia e dei valori della fede ortodossa. Pare che,
nell'ambito della ristrutturazione di Mosca del dopo-URSS
che si dice sia costata qualcosa come il 10% del P.I.L. della
Russia, la parte destinata a questa Cattedrale sia stata predominante,
insieme ai restauri degli interni del Cremlino. Viste le condizioni
di vita che abbiamo osservato in molti paesi sulla strada
fatta finora, forse si poteva ricostruire con un poco più
di pazienza, investendo nel frattempo risorse magari in qualcosa
di più tangibile e concreto anche per la popolazione
russa che abita fuori Mosca
Lasciata la capitale ci siamo quindi diretti a San Pietroburgo,
che per 70 anni fu chiamata Leningrado. Prima pero' abbiamo
sostato una notte a Novgorod, dove è visitabile il
Cremlino più antico di tutta la Russia, e siamo passati
da Petrodvorec, l'antica residenza estiva dello zar, voluta
da Pietro il Grande, ma che fu costruita in 200 anni, con
i suoi 20 palazzi e meravigliosi giardini ornati di fontane,
sulle spiagge del Baltico. Noi ci siamo limitati a visitare
i giardini.
SAN PIETROBURGO e' una città del nord-Europa. Sorge
alla latitudine di Stoccolma e, come questa, in estate ha
notti brevissime, con minimi periodi di buio, le famose "notti
bianche". E' una città giovane, la sua costruzione
e' iniziata nel 1703 dove prima c'erano solo delle paludi,
voluta da Pietro il Grande che voleva uno sbocco sul mare
per la Russia. E' detta anche la Venezia del Nord, in quanto
e' costruita su una miriade di piccole isole fluviali del
delta della Neva. Nella città attualmente ci sono 560
ponti, di cui 21 levatoi per consentire la notte il transito
delle navi. La città resistette all'assedio nazista
per 900 giorni, contando alla fine oltre 1.700.000 civili
morti dovuti ai bombardamenti continui e alle terribili privazioni
di cibo, acqua, riscaldamento cui furono barbaramente sottoposti.
A San Pietroburgo noi siamo rimasti 2 giorni, alloggiando
in un immenso hotel, posto all'inizio della famosa prospettiva
Nevskij, che aveva corridoi lunghi 250 metri…… Oltre alla
strada suddetta, ricca di palazzi storici e piena di vita,
il nostro tempo e' stato dedicato alla visita del museo dell'Hermitage,
ad una gita in battello tra i canali della Neva, alla fortezza
di San Pietro e Paolo e alla cattedrale del Salvatore sul
Sangue Versato. Quest'ultima, in puro stile russo, e' decorata
da molti mosaici ed affreschi ed ornata di cupole molto simili
a quelle di San Basilio a Mosca. La fortezza di San Pietro
e Paolo e' importante in quanto qui furono gettate le prime
fondamenta nel 1703. Il campanile, il più alto edificio
della città, misura 120 metri. Tutto il complesso pero'
al momento della nostra visita era oggetto di ristrutturazioni,
in quanto la città si prepara per l'anno prossimo alla
celebrazione del 300° compleanno. Anche in altre parti
della città c'era una moltitudine di cantieri.
L'Hermitage e' uno dei musei piu' importanti e famosi del
Mondo, insieme al Louvre di Parigi e al Prado di Madrid. A
differenza di questi, pero', le cui sale sono nate per l'uso
museale, l'Hermitage sorge all'interno della Residenza d'Inverno
degli Zar. Al di la' dei tesori custoditi all'interno, qui
di eccezionale e prezioso ci sono gli stessi ambienti, sfarzosi
appunto per la residenza reale che erano. La sua visita ci
ha impegnato una mezza giornata, compreso un'ora di coda che
e' il minimo che ci si puo' aspettare d'Agosto in una località
turisticamente importante come questa. Inutile dirlo, piu'
della metà dei turisti era italiana: tutti ovviamente
venuti fin qui in aereo, solo alcuni "temerari"
con il camper.
Ora ci aspettano le città medioevali di Tallinn e
Riga, che alcuni del gruppo avevano già visitato in
una precedente vacanza (Ambra Baltica - 2000MOTO - Giugno
2001) e poi scenderemo verso sud, fino a Varsavia.
Praga fino all'altro ieri era alluvionata: speriamo che non
abbia subito danni irreversibili, dovremo anche noi passare
tra una settimana da là, prima di tornare a casa dopo
22 giorni e 7500 km.
DINO MAZZINI.