ROMANIA 3-18 Agosto 1996
Due settimane nelle terre di DRACULA

testo: Prezioso Giuseppe (AL)
Pubblicato su LA MOTO, febbraio 1998

L'idea di poter fare un viaggio nel passato, insieme alla mia moto, mi aveva entusiasmato fin dall inizio, e l'itinerario proposto dal gruppo "Transilvania Drum Bun" già molti mesi prima dell'estate soddisfava pienamente la mia voglia di viaggiare un po' fuori dalle rotte tradizionali e dal turismo di massa.

 


La ROMANIA infatti si lascia scoprire come per incanto nella sua natura prosperosa e ancora incontaminata e, allo stesso tempo, terra dal passato affascinante, si avvolge in leggende inquietanti come quella del conte DRACULA, dove mito popolare e antiche tradizioni fanno eco ancora oggi quando si passa nelle regioni della Transilvania.

Il ritrovo è fissato per sabato 2 Agosto in un area di servizio nei pressi di Trieste, dove ben 13 moto e 17 persone (questo il numero dei partecipanti) fanno il loro arrivo da tutto il nord-Italia; ed è così che facciamo il nostro ingresso nell'Europa dell'est, come una lunga scia di moto. Attraversiamo velocemente l'Austria sempre sotto un cielo sereno fino in Ungheria, sul lago Balaton dove ceniamo stanchi del lungo trasferimento.

Il mattino seguente ripartiamo di buon ora, la strada è ancora molto lunga: infatti circa 550 km ci separano dalla città di Cluj-Napoca, il nostro primo obiettivo rumeno. Lasciamo quindi il lago Balaton e proseguiamo sulla veloce autostrada in direzione Budapest fino ad Albertisa dove usciamo per immetterci dopo pochi Km sulla strada nazionale n.4, l'arteria principale del paese in direzione ovest- est molto trafficata ma di nullo interesse turistico. Solo a metà del pomeriggio, arrivati alla frontiera rumena, un timido sole scalda la nostra attesa per il controllo dei passaporti. Spostiamo tutti avanti di un ora le lancette dell'orologio e ripartiamo. Le pessime condizioni dell'asfalto però rallentano notevolmente la nostra andatura, e così arriviamo a destinazione solo all'imbrunire. L'alloggio è organizzato presso un piccolo Hotel di periferia dal nome che è tutto un programma = Liliacul (trad. IL PIPPISTRELLO).

Ci prendiamo quindi un giorno di riposo per visitare la capitale della regione Transilvania, Cluj-Napoca. La città offre interessanti spunti turistici per quanto riguarda il centro storico, ricco di testimonianze passate, ma nella periferia ricorda il tutt'altro che florido regime del deposto dittatore Ceaucescu.

L'indomani, dopo aver conosciuto le nostre due simpaticissime guide rumene che ci accompagneranno per tutto il viaggio, usciamo da Cluj- Napoca ed in direzione di Turda entriamo nel cuore della Transilvania, iniziando quindi la visita della regione. Ci concentriamo soprattutto negli aspetti legati alla colonizzazione medioevale dei sassoni e alla storia- leggenda dell'imperatore Vlad Tepes l'impalatore, Dracula. Inizialmente i piccoli paesi che incontriamo sono abitati per lo più' da popolazioni di etnia ROM (gli zingari) e non offrono spunti turistici di grande interesse, ma poi in direzione Brasov giungiamo ad una delle più affascinanti e pittoresche località di tutta la regione, la cittadina di Sighisoara. Questo ben conservato borgo medioevale è patria del celebre voivoda di Valacchia Vlad Tepes, sul quale il romanziere scozzese Bram Stoker nel secolo scorso ha romanzato la figura del conte vampiro. Breve visita delle piccole strade lastricate e della torre dell'orologio, simbolo della città, e ripartiamo nuovamente. La giornata è bella, ed i circa 100 km che ci separano da Sibiu, dove alloggeremo, si snodano tra i panoramici colli della Transilvania centrale, famosi per la produzione di vino bianco. Nei piccoli paesi minuscole case colorate dai caratteristici tetti spioventi su 4 lati, e le tipiche chiese fortificate del periodo tardo sassone.

Sono già trascorsi 5 giorni di viaggio e da Sibiu percorriamo la strada che ci porta a Brasov, seconda città della Romania per numero di abitanti che conserva ancora un tipico aspetto medioevale, situata in una depressione dei Carpazi meriodionali a circa 500 m s.l.m. Sulla strada che collega queste due città non manchiamo, anche se a costo di una lunga deviazione, una visita al castelul Peles che con le sue forme a dir poco fiabesche fu costruito negli anni 1899- 1903 come residenza estiva del re di Romania Ferdinando I. Terminata la visita del castello torniamo sui nostri passi e dopo aver attraversato il più importante centro turistico montano di tutto il paese, Sinaia, detta la "perla dei Carpazi" arriviamo a Bran, villaggio al confine tra la Valacchia e la Transilvania celebre per il suo castello medioevale altrettanto famoso e ribattezzato il "castello di Dracula" nonostante con il conte Vampiro abbia avuto poco a che fare. A Brasov in serata simpatici e colorati bungalows in legno ci accolgono per la notte.

Il mattino seguente lasciamo Brasov e facciamo rotta verso est. Subito fuori la città incontriamo il villaggio di Harman, piccola comunità di origine sassone che ci dà modo di visitare un esempio di chiesa fortificata. Il tempo di qualche foto a queste mura, tanto antiche quanto suggestive, e ripartiamo velocemente. Superati i Carpazi, poco prima di entrare nelle pianure danubiane, i Vulcani Noroiosii (vulcani di fango) impegnano gli enduristi in un'altra deviazione nella quale i circa 12 km di sterrato mettono a dura prova moto, piloti e passeggeri, con rare eccezioni. Siamo tuttavia ripagati con lo spettacolare paesaggio lunare offerto dai coni vulcanici e dal fango, messo in costante movimento dagli idrocarburi presenti nel sottosuolo.

Una piccola folla di curiosi si stringe attorno alle moto al nostro arrivo nell'Hotel di Tulcea, tanto da richiedere l'intervento di alcuni agenti di polizia. Dopo aver preso possesso delle camere portiamo le moto in un garage custodito, dove rimarranno per tre giorni. Tulcea è un importante porto commerciale e militare sul Danubio, ma per noi è interessante in quanto punto di partenza obbligato per le escursioni all'interno del Delta del Danubio. Questa terra, una delle più suggestive della Romania e forse dell'Europa intera, offre ambienti di altissima suggestione e la possibilità di incontrare specie animali uniche al mondo. Da alcuni anni è tutelata in gran parte dall' Unesco come "riserva della Biosfera".

I riposanti giorni in barca sul Delta ci rimettono in forza, e la mattina dell'11 Agosto facciamo ritorno a Brasov con un lungo trasferimento. Riusciamo così a visitare la città senza la fretta della volta precedente: possiamo ammirare la lunga passeggiata che da Plata Sfatului (piazza del Consiglio) conduce alla strada Gheorghe Baritiu, con inconfondibili edifici barocchi e la Biserica Neagra (Chiesa Nera), la principale nonché più ampia cattedrale gotica della Romania, che conserva un celebre organo risalente al 1839. La sera torniamo nei "nostri" accoglienti piccoli bungalows.

I circa 300 km che da Brasov verso nord conducono a Piatra Neamt sono forse sotto il profilo motociclistico i più interessanti. La fitta concentrazione di conifere infatti forma un manto dall'effetto ottico straordinario, e gli stretti e continui tornanti ci fanno capire di essere proprio nel cuore dei Carpazi. Il Lacu Rosu con i suoi tronchi pietrificati a fior d'acqua è il posto ideale per una sosta ed un buon pranzo. Scendiamo quindi fino alle Gole di Bicaz dove tra le alte muraglie calcaree (alte fino a 400 m) è possibile acquistare ad ottimi prezzi l'artigianato locale in legno ed in lana. Una breve visita anche al lago di Bicaz, originato da una diga larga circa 500 m, e siamo a Piatra Neamt.

La mattina successiva la dedichiamo alla visita dei monasteri in cui spiccano, prima di ogni altra cosa, gli affreschi sulle facciate esterne, alcuni dei quali misteriosamente intatti nonostante i secoli di vita esposti alle intemperie. Sono posti tutti a poca distanza l'uno dall'altro. Visitiamo il monastero Voronet, il monastero Moldovita, oggi affidato ad una comunità monastica femminile, ed infine il monastero Sucevita, l'ultimo in ordine cronologico dei 5 monasteri ben conservati della Bucovina.

Per visitare questi monasteri partendo da Piatra Neamt abbiamo percorso circa 280 Km, e alla sera arriviamo quindi a Cimpulung Moldovenesc, località montana dalla difficile pronuncia.

L'indomani mattina ripartiamo in direzione ovest, verso la città di Bistrita. Dopo un centinaio di Km siamo al Pasul Borg (o Pasul Tihuta), luogo descritto dal celebre scrittore nel suo libro "DRACULA" dove ambientò e immaginò l'ubicazione e l'atmosfera del castello del Vampiro. Diversi anni fa vicino a questo luogo fu costruito un albergo ristorante con le sembianze del castello.

Intanto la pioggia e' tornata a farci compagnia, e le condizioni dell'asfalto diventano veramente pericolose. L'ultima regione che visitiamo è quella del Maramures, situata nella parte nord- ovest del paese. Questa terra è forse quella dove le tradizioni hanno ancora radici ben salde e nella quale si ergono, a volte nel centro dei villaggi, a volte in posizione isolata, le stupende chiese in legno vecchie di secoli. Arriviamo nel primo pomeriggio a Sighetu Marmatiei, la città più settentrionale della Romania e centro della regione.

Oggi è il 15 agosto, semplicemente Ferragosto per noi italiani, ma Festa Nazionale di S. Maria per il popolo rumeno, molto religioso. Abbiamo così modo di vedere gli uomini e le donne vestiti nei loro costumi tradizionali, che davanti alle chiese formano chiassosi gruppetti prima di entrare. Nel villaggio di Sapanta visitiamo il "cimitirul vesel" (Cimitero allegro) creato dalla fantasia di un falegname- artista del luogo che ebbe l'idea di scolpire sulla lapide in legno del defunto una caricatura di quest'ultimo e poche frasi spesso ironiche che ne riassumevano i vizi e le virtù.

Le anziane signore che filano la lana, sullo sfondo di bellissimi portali di legno scolpito completano il ritratto di una regione dove anche la povertà ed il regime di Ceaucescu sembrano non aver intaccato lo spirito e l'orgoglio dei suoi abitanti. In serata torniamo a Cluj-Napoca, città dalla quale è iniziato il nostro giro.

Il mattino dopo salutiamo con non poca commozione le nostre due guide rumene e con esse la Romania. Ci avviamo verso la frontiera sotto un vero e proprio diluvio. DRUM BUN (buon viaggio) ci dicono i cartelli all'uscita dei paesi, quasi ci volessero indicare la fine di questo viaggio, che con il suo popolo ed il suo fascino un po' arretrato ha saputo regalare a me ed ai miei compagni di viaggio emozioni indimenticabili.

 

COSA C'E' DA SAPERE......

La strada più comoda per arrivare in Romania passa da Budapest. Per arrivare a Budapest si può percorrere l'autostrada Udine- Tarvisio entrando in Austria a Villach e proseguendo fino oltre Graz. Qui si lascia l'autostrada e si tiene la E66 fino ad incontrare la autostrada ungherese E71 del lago Balaton, a sud di Budapest. Dalla capitale ungherese si va sempre diritto in direzione est sulla E60 fino ad entrare in Romania al confine di Oradea . Un'altra strada, più o meno della stessa lunghezza, passa invece da Trieste, Lubiana e Zagabria per poi arrivare sempre sul lago Balaton a sud di Budapest.

In Romania le condizioni dell'asfalto sono precarie e scarse sono anche le segnalazioni stradali.

Per quanto riguarda gli alberghi il moto-turista non appoggiato ad alcuna organizzazione non avrà vita facile. Anche a parità di categoria la qualità dell'albergo è decisamente inferiore; consigliabile quindi scegliere Hotel di 1 o almeno 2 categoria. Praticamente inesistenti i campeggi. Segnalo alcuni alberghi dove ci siamo trovati particolarmente bene: Hotel Liliacul a Cluj Napoca, Hotel Dumbrava a Sibiu, Hotel Lebada a Crisan, Camping Dirste a Brasov.

La cucina tradizionale rumena offre piatti ricchi di carne e formaggio e tutto sommato di buona qualità. Sostanzialmente però poco variabile.

Il costo della vita è decisamente basso. Le banconote locali sono in Lei. (1000 lei = 500 lire)

I distributori di benzina sono presenti su tutto il territorio nazionale, e abbastanza bene dislocati. La benzina è di qualità decisamente inferiore e costa circa 500 lire al litro.

In Romania l'orologio è avanti di un'ora. Le telefonate per l'Italia sono abbastanza facili.


Testo di PREZIOSO GIUSEPPE
Foto nel servizio pubblicato di Dino Mazzini.


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