|
La ROMANIA infatti si lascia scoprire come per incanto
nella sua natura prosperosa e ancora incontaminata e, allo
stesso tempo, terra dal passato affascinante, si avvolge in
leggende inquietanti come quella del conte DRACULA, dove mito
popolare e antiche tradizioni fanno eco ancora oggi quando
si passa nelle regioni della Transilvania.
Il ritrovo è fissato per sabato 2 Agosto in un area
di servizio nei pressi di Trieste, dove ben 13 moto e 17 persone
(questo il numero dei partecipanti) fanno il loro arrivo da
tutto il nord-Italia; ed è così che facciamo
il nostro ingresso nell'Europa dell'est, come una lunga scia
di moto. Attraversiamo velocemente l'Austria sempre sotto
un cielo sereno fino in Ungheria, sul lago Balaton dove ceniamo
stanchi del lungo trasferimento.
Il mattino seguente ripartiamo di buon ora,
la strada è ancora molto lunga: infatti circa 550 km
ci separano dalla città di Cluj-Napoca, il nostro primo
obiettivo rumeno. Lasciamo quindi il lago Balaton e proseguiamo
sulla veloce autostrada in direzione Budapest fino ad Albertisa
dove usciamo per immetterci dopo pochi Km sulla strada nazionale
n.4, l'arteria principale del paese in direzione ovest- est
molto trafficata ma di nullo interesse turistico. Solo a metà
del pomeriggio, arrivati alla frontiera rumena, un timido
sole scalda la nostra attesa per il controllo dei passaporti.
Spostiamo tutti avanti di un ora le lancette dell'orologio
e ripartiamo. Le pessime condizioni dell'asfalto però
rallentano notevolmente la nostra andatura, e così
arriviamo a destinazione solo all'imbrunire. L'alloggio è
organizzato presso un piccolo Hotel di periferia dal nome
che è tutto un programma = Liliacul (trad. IL PIPPISTRELLO).
Ci prendiamo quindi un giorno di riposo per
visitare la capitale della regione Transilvania, Cluj-Napoca.
La città offre interessanti spunti turistici per
quanto riguarda il centro storico, ricco di testimonianze
passate, ma nella periferia ricorda il tutt'altro che florido
regime del deposto dittatore Ceaucescu.
L'indomani, dopo aver conosciuto le nostre
due simpaticissime guide rumene che ci accompagneranno per
tutto il viaggio, usciamo da Cluj- Napoca ed in direzione
di Turda entriamo nel cuore della Transilvania, iniziando
quindi la visita della regione. Ci concentriamo soprattutto
negli aspetti legati alla colonizzazione medioevale dei sassoni
e alla storia- leggenda dell'imperatore Vlad Tepes l'impalatore,
Dracula. Inizialmente i piccoli paesi che incontriamo sono
abitati per lo più' da popolazioni di etnia ROM (gli
zingari) e non offrono spunti turistici di grande interesse,
ma poi in direzione Brasov giungiamo ad una delle più
affascinanti e pittoresche località di tutta la regione,
la cittadina di Sighisoara. Questo ben conservato borgo
medioevale è patria del celebre voivoda di Valacchia
Vlad Tepes, sul quale il romanziere scozzese Bram Stoker nel
secolo scorso ha romanzato la figura del conte vampiro. Breve
visita delle piccole strade lastricate e della torre dell'orologio,
simbolo della città, e ripartiamo nuovamente. La giornata
è bella, ed i circa 100 km che ci separano da Sibiu,
dove alloggeremo, si snodano tra i panoramici colli della
Transilvania centrale, famosi per la produzione di vino bianco.
Nei piccoli paesi minuscole case colorate dai caratteristici
tetti spioventi su 4 lati, e le tipiche chiese fortificate
del periodo tardo sassone.
Sono già trascorsi 5 giorni di viaggio
e da Sibiu percorriamo la strada che ci porta a Brasov, seconda
città della Romania per numero di abitanti che conserva
ancora un tipico aspetto medioevale, situata in una depressione
dei Carpazi meriodionali a circa 500 m s.l.m. Sulla strada
che collega queste due città non manchiamo, anche se
a costo di una lunga deviazione, una visita al castelul
Peles che con le sue forme a dir poco fiabesche fu costruito
negli anni 1899- 1903 come residenza estiva del re di Romania
Ferdinando I. Terminata la visita del castello torniamo sui
nostri passi e dopo aver attraversato il più importante
centro turistico montano di tutto il paese, Sinaia, detta
la "perla dei Carpazi" arriviamo a Bran, villaggio
al confine tra la Valacchia e la Transilvania celebre per
il suo castello medioevale altrettanto famoso e ribattezzato
il "castello di Dracula" nonostante con il conte Vampiro abbia
avuto poco a che fare. A Brasov in serata simpatici
e colorati bungalows in legno ci accolgono per la notte.
Il mattino seguente lasciamo Brasov e facciamo
rotta verso est. Subito fuori la città incontriamo
il villaggio di Harman, piccola comunità di
origine sassone che ci dà modo di visitare un esempio
di chiesa fortificata. Il tempo di qualche foto a queste mura,
tanto antiche quanto suggestive, e ripartiamo velocemente.
Superati i Carpazi, poco prima di entrare nelle pianure danubiane,
i Vulcani Noroiosii (vulcani di fango) impegnano gli
enduristi in un'altra deviazione nella quale i circa 12 km
di sterrato mettono a dura prova moto, piloti e passeggeri,
con rare eccezioni. Siamo tuttavia ripagati con lo spettacolare
paesaggio lunare offerto dai coni vulcanici e dal fango, messo
in costante movimento dagli idrocarburi presenti nel sottosuolo.
Una piccola folla di curiosi si stringe attorno
alle moto al nostro arrivo nell'Hotel di Tulcea, tanto da
richiedere l'intervento di alcuni agenti di polizia. Dopo
aver preso possesso delle camere portiamo le moto in un garage
custodito, dove rimarranno per tre giorni. Tulcea è
un importante porto commerciale e militare sul Danubio, ma
per noi è interessante in quanto punto di partenza
obbligato per le escursioni all'interno del Delta del Danubio.
Questa terra, una delle più suggestive della Romania
e forse dell'Europa intera, offre ambienti di altissima suggestione
e la possibilità di incontrare specie animali uniche
al mondo. Da alcuni anni è tutelata in gran parte dall'
Unesco come "riserva della Biosfera".
I riposanti giorni in barca sul Delta ci
rimettono in forza, e la mattina dell'11 Agosto facciamo ritorno
a Brasov con un lungo trasferimento. Riusciamo così
a visitare la città senza la fretta della volta precedente:
possiamo ammirare la lunga passeggiata che da Plata Sfatului
(piazza del Consiglio) conduce alla strada Gheorghe Baritiu,
con inconfondibili edifici barocchi e la Biserica Neagra (Chiesa
Nera), la principale nonché più ampia cattedrale
gotica della Romania, che conserva un celebre organo risalente
al 1839. La sera torniamo nei "nostri" accoglienti piccoli
bungalows.
I circa 300 km che da Brasov verso nord conducono
a Piatra Neamt sono forse sotto il profilo motociclistico
i più interessanti. La fitta concentrazione di conifere
infatti forma un manto dall'effetto ottico straordinario,
e gli stretti e continui tornanti ci fanno capire di essere
proprio nel cuore dei Carpazi. Il Lacu Rosu con i suoi
tronchi pietrificati a fior d'acqua è il posto ideale
per una sosta ed un buon pranzo. Scendiamo quindi fino alle
Gole di Bicaz dove tra le alte muraglie calcaree (alte
fino a 400 m) è possibile acquistare ad ottimi prezzi
l'artigianato locale in legno ed in lana. Una breve visita
anche al lago di Bicaz, originato da una diga larga circa
500 m, e siamo a Piatra Neamt.
La mattina successiva la dedichiamo alla
visita dei monasteri in cui spiccano, prima di ogni
altra cosa, gli affreschi sulle facciate esterne, alcuni dei
quali misteriosamente intatti nonostante i secoli di vita
esposti alle intemperie. Sono posti tutti a poca distanza
l'uno dall'altro. Visitiamo il monastero Voronet, il monastero
Moldovita, oggi affidato ad una comunità monastica
femminile, ed infine il monastero Sucevita, l'ultimo in ordine
cronologico dei 5 monasteri ben conservati della Bucovina.
Per visitare questi monasteri partendo da
Piatra Neamt abbiamo percorso circa 280 Km, e alla sera arriviamo
quindi a Cimpulung Moldovenesc, località montana dalla
difficile pronuncia.
L'indomani mattina ripartiamo in direzione
ovest, verso la città di Bistrita. Dopo un centinaio
di Km siamo al Pasul Borg (o Pasul Tihuta), luogo descritto
dal celebre scrittore nel suo libro "DRACULA" dove ambientò
e immaginò l'ubicazione e l'atmosfera del castello
del Vampiro. Diversi anni fa vicino a questo luogo fu costruito
un albergo ristorante con le sembianze del castello.
Intanto la pioggia e' tornata a farci compagnia,
e le condizioni dell'asfalto diventano veramente pericolose.
L'ultima regione che visitiamo è quella del Maramures,
situata nella parte nord- ovest del paese. Questa terra
è forse quella dove le tradizioni hanno ancora radici
ben salde e nella quale si ergono, a volte nel centro dei
villaggi, a volte in posizione isolata, le stupende chiese
in legno vecchie di secoli. Arriviamo nel primo pomeriggio
a Sighetu Marmatiei, la città più settentrionale
della Romania e centro della regione.
Oggi è il 15 agosto, semplicemente
Ferragosto per noi italiani, ma Festa Nazionale di S. Maria
per il popolo rumeno, molto religioso. Abbiamo così
modo di vedere gli uomini e le donne vestiti nei loro costumi
tradizionali, che davanti alle chiese formano chiassosi gruppetti
prima di entrare. Nel villaggio di Sapanta visitiamo il "cimitirul
vesel" (Cimitero allegro) creato dalla fantasia di un
falegname- artista del luogo che ebbe l'idea di scolpire sulla
lapide in legno del defunto una caricatura di quest'ultimo
e poche frasi spesso ironiche che ne riassumevano i vizi e
le virtù.
Le anziane signore che filano la lana, sullo
sfondo di bellissimi portali di legno scolpito completano
il ritratto di una regione dove anche la povertà ed
il regime di Ceaucescu sembrano non aver intaccato lo spirito
e l'orgoglio dei suoi abitanti. In serata torniamo a Cluj-Napoca,
città dalla quale è iniziato il nostro giro.
Il mattino dopo salutiamo con non poca commozione
le nostre due guide rumene e con esse la Romania. Ci avviamo
verso la frontiera sotto un vero e proprio diluvio. DRUM BUN
(buon viaggio) ci dicono i cartelli all'uscita dei paesi,
quasi ci volessero indicare la fine di questo viaggio, che
con il suo popolo ed il suo fascino un po' arretrato ha saputo
regalare a me ed ai miei compagni di viaggio emozioni indimenticabili.
COSA C'E' DA SAPERE......
La strada più comoda per arrivare
in Romania passa da Budapest. Per arrivare a Budapest si può
percorrere l'autostrada Udine- Tarvisio entrando in Austria
a Villach e proseguendo fino oltre Graz. Qui si lascia l'autostrada
e si tiene la E66 fino ad incontrare la autostrada ungherese
E71 del lago Balaton, a sud di Budapest. Dalla capitale ungherese
si va sempre diritto in direzione est sulla E60 fino ad entrare
in Romania al confine di Oradea . Un'altra strada, più
o meno della stessa lunghezza, passa invece da Trieste, Lubiana
e Zagabria per poi arrivare sempre sul lago Balaton a sud
di Budapest.
In Romania le condizioni dell'asfalto sono
precarie e scarse sono anche le segnalazioni stradali.
Per quanto riguarda gli alberghi il moto-turista
non appoggiato ad alcuna organizzazione non avrà vita
facile. Anche a parità di categoria la qualità
dell'albergo è decisamente inferiore; consigliabile
quindi scegliere Hotel di 1 o almeno 2 categoria. Praticamente
inesistenti i campeggi. Segnalo alcuni alberghi dove ci siamo
trovati particolarmente bene: Hotel Liliacul a Cluj Napoca,
Hotel Dumbrava a Sibiu, Hotel Lebada a Crisan, Camping Dirste
a Brasov.
La cucina tradizionale rumena offre piatti
ricchi di carne e formaggio e tutto sommato di buona qualità.
Sostanzialmente però poco variabile.
Il costo della vita è decisamente
basso. Le banconote locali sono in Lei. (1000 lei = 500 lire)
I distributori di benzina sono presenti su
tutto il territorio nazionale, e abbastanza bene dislocati.
La benzina è di qualità decisamente inferiore
e costa circa 500 lire al litro.
In Romania l'orologio è avanti di
un'ora. Le telefonate per l'Italia sono abbastanza facili.
Testo di PREZIOSO GIUSEPPE
Foto nel servizio pubblicato di Dino Mazzini. |