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Siamo in Maramures, ormai al termine del viaggio che
anche quest'anno il gruppo Transilvania Drum Bun dell'Associazione
Sportiva 2000MOTO ha organizzato per farci conoscere la Romania.
Prima di arrivare qui, con un lungo percorso circolare in senso
antiorario, siamo già stati in Transilvania, a conoscere
la vera storia di Dracula, abbiamo già ballato nelle
affollate discoteche delle stazioni balneari del Mar Nero, ci
siamo rilassati in barca per due giorni in mezzo alle paludi
piene di pellicani del delta del Danubio e, godendo sulla moto
nelle stradine di montagna dei Carpazi abbiamo già ammirato
anche i capolavori della architettura ortodossa della Bucovina.
Ma è solo qui in Maramures, in questa contrada che è
una vera fortezza naturale circondata a sud da montagne e protetta
a nord dal grande fiume Tibisco, che troviamo quella "povertà'"
dignitosa contadina che, lontana dall'invidiare il "benessere
materiale" occidentale, è la ragione della serenità
della vita dei suoi abitanti. Da altre parti, in Romania, negli
occhi della gente c'era sembrato piuttosto di vedere soprattuto
il grigiore di chi, martellato dalla TV occidentale, desidera
quello che mai riuscirà ad acquistare, e un fondo di
invidia per noi stranieri a cavallo su moto che costano come
un appartamento dei loro. In Romania infatti il salario medio
è di appena 80 dollari al mese, e le famiglie spendono
circa il 67% del loro reddito per l'alimentazione; un reddito
troppo basso per vivere contenti laddove la felicità,
sempre che si possa definire tale, è sempre più
misurata dal possesso di cose materiali come accade da noi.
Questa è la pesante eredità lasciata da 40 anni
di regime che annullando l'iniziativa privata e mal gestendo
quella pubblica con investimenti sbagliati e inutili opere faraoniche
ha rovinato l'economia del paese e ora, ci è purtroppo
sembrato, anche la voglia di riprendersi della gente.
Oltrepassato il Passo Borg (o Passo Tihuta)
provenendo dalla regione rumena della Moldavia (da non confondersi
con l'omonimo stato indipendente appartenente un tempo alla
U.R.S.S.) si entra nella parte più settentrionale della
Transilvania, nella provincia (Judetul) di Bistrita- Nasaud.
Dalla città di Nasaud appunto si risale una lunga valle
di un piccole torrente, affluente del fiume Somes; fino a superare
gli alti monti Rodnei: questa è una delle vie di accesso
alla provincia del Maramures, ed è quella da noi percorsa.
La strada principale a questo punto ci porterebbe
a Borsa, e poi a Sighetu Marmatiei, la seconda città
della provincia, ma è sulla stretta stradina che costeggia
il torrente IZA che si trovano invece i piccoli e pittoreschi
paesi che lasciano un segno e rendono importante una visita
in Romania. Su questa piccola strada, comunque asfaltata, pochissime
sono le auto che vi circolano. Qualche vecchio autocarro, per
il rifornimento dei negozi di paese, e soprattutto mezzi trainati
da bestiame, specie bovini, che forniscono oltre alla forza
motrice anche latte e carne. Moltissima è la gente per
la strada che si sposta a piedi, discute, sorveglia la mucca
o le oche che pascolano a lato, laddove il paese finisce per
lasciare spazio alla campagna. Nei paesi invece, sempre a lato
strada, moltissime donne sedute su apposite panchine che parlano
o lavorano la lana. C'è chi la fila, chi la pulisce,
chi prova a vendere agli occasionali passanti (siamo in agosto
e quindi un minimo di turismo c'è anche qui) il frutto
del suo lavoro. E anche chi, siamo sinceri, non fa altro che
far passare il tempo chiacchierando con i vicini.
E' proprio la pressoché totale assenza
di auto parcheggiate e la grande quantità di gente per
strada che stupisce più di ogni altra cosa il visitatore
di queste zone. Dalle nostre parti, anche nei piccoli paesi
di montagna dove le tradizioni sono meglio conservate, è
ormai cosa rara vedere tante persone che si spostano a piedi
o, ancora più raro, che se ne stanno fuori dal cortile
sedute a parlare con i vicini per ore. Dalle nostre parti le
persone a piedi si vedono ormai solo nelle città mentre
di corsa , perse nel loro obiettivo, si spostano a zig zag fra
le macchine e sui marciapiedi. Un'immagine emblematica di un
mondo che va di corsa sempre e comunque, anche a piedi.
Qui in Maramures invece la sensazione che se
ricava osservando la gente per strada è quella di un
mondo dove le cose vanno con calma, con molta calma. Forse anche
troppa calma, per chi sente, come la maggioranza di noi, che
comunque in ogni momento della giornata qualcosa per migliorare
la nostra condizione si dovrebbe comunque fare......................
Le case si affacciano tutte sulla strada, lasciando
tra il bordo asfaltato e la recinzione del cortile un fossato
che serve da scolo delle acque piovane, ma anche di altro. In
corrispondenza dei grandi portoni di accesso al cortile tanti
piccoli ponticelli di legno superano questo fossato, le cui
sponde erbose sono piene di animali da cortile, specie oche
e anatre. Tutte le case hanno recinzioni frutto di tanto lavoro,
con grandi portali di legno intagliato, più o meno recenti
e diversamente conservati a seconda della forza lavoro e delle
disponibilità economiche della famiglia. Le case sono
piccole, con una terrazza coperta all'ingresso dove si trovano
appese tutte le pentole della cucine. Quasi tutte le case sono
di legno, lo si vede bene laddove il tempo e l'incuria ha scrostato
lo strato di terra deposto all'esterno sulla struttura portante.
Qualche casa nuova è in mattoni, e brutta nell'insieme
del paesaggio . Pochissimo cemento armato nelle costruzioni,
e quel poco che si vede è inoltre lavorato con una tecnica
che farebbe inorridire qualunque progettista e costruttore occidentale.
Ogni paese ha la sua chiesa di legno. Questo
è il fabbricato più importante per la comunità,
e viene conservato al meglio delle possibilità anche
quando, orrore, a fianco viene costruita la nuova chiesa di
mattoni. La chiesa tradizionale è tutta di legno, anche
nella copertura formata da tante piccole assi sagomate e inchiodate,
che quindi ogni 30 anni devono essere sostituite.
A Ieud , forse il paese più tipico,
delle chiese in legno ce ne sono due: la prima, quella più
grande ed importante per la comunità, ha circa 200 anni
; la seconda, segnalata da un piccolo cartello invisibile, è
addirittura del 1350 ed ancora in perfetto stato. La visita
di queste chiese all'interno (che consigliamo vivamente) può
essere un'impresa. Bisogna infatti trovare la casa della persona
del paese che ha la chiave e che può aprire, persona
che spesso è al lavoro nei campi. Per la visita nessuno
poi vi chiederà denaro, ed anche eventuali mance che
lascereste con piacere a queste persone che hanno interrotto
le proprie occupazioni per venire ad aprirvi la chiesa sono
accettate solo se depositate nella apposita urna per le offerte
alla manutenzione della chiesa, mai personalmente da loro, alle
quali sembra bastare l'orgoglio di avervi mostrato quello a
cui loro tengono più caro.
Diversamente da altre zone della Romania, qui
poi non sarete assaliti dalla morbosa curiosità degli
abitanti, ma piuttosto sarete osservati come oggetti strani
e con un certo distacco dai passanti ai quali, è evidente,
interessate meno che il loro semplice presente e il loro umile
lavoro.
Ci sono tanti altri paesi nella valle del torrente
Iza ,oltre Ieud verso Sighetu Marmatiei, e tutti hanno la loro
chiesa: Bogdan Voda, Strimtura, Birsana ecc.... Qualcosa di
particolare c'è in ogni chiesa, ma forse solo un esperto
è in grado di apprezzare una sosta in tutte queste, visto
che fra l'altro non tutte sono facilmente raggiungibili con
i mezzi a motore. Alcune chiese hanno resti di affreschi interni,
dipinti direttamente sul legno o, più spesso, su tessuto
a questo inchiodato, ma i più sono ormai anneriti. L'arredamento
vale comunque la pena di essere visto, almeno in una delle tante
chiese. Molto bello appunto quello della chiesa di Ieud.
Prima di arrivare a Sighetu Marmatiei, interessante
è sicuramente la visita del museo etnografico all'aperto,
dove sono state trasferite (smontandole pezzo per pezzo e rimontandole
identiche) intere costruzioni e abitazioni molto antiche, alcune
perfino medioevali, tutte in legno, insieme ai più disparati
macchinari per i più strani lavori, anch'essi tutti in
legno. D'obbligo un traduttore rumeno: la guida del museo non
parla altre lingue, ma quello che spiega è veramente
importante per capire il significato di quei strani congegni
di legno altrimenti incomprensibili. Un museo simile comunque,
anche più grande e meglio fornito, si trova anche a Sibiu,
in Transilvania, sempre in Romania.
Sighetu Marmatiei è la seconda
città della provincia del Maramures e si trova al confine
con l'Ucraina. Solo il grande fiume Tibisco la divide da quest'altra
nazione. Non ci è piaciuta molto, e inoltre alla sera
alle 19.00 non c'è più nessuno per strada; è
servita solo per una piacevole sosta notturna nell'Hotel del
centro. Poco lontano però c'è un piccolo paese
che è diventato una meta obbligata di quasi tutti i turisti
che si recano in Romania, per la stranezza del suo cimitero,
soprannominato il cimitero allegro. Qui si deve ad un
falegname del luogo, nel 1935, la tradizione di seppellire i
morti mettendovi una lapide di legno dipinta a colori vivaci,
con un ritratto a figura intera che lo rappresenta in quello
in cui si era distinto da vivo ed una filastrocca umoristica
nella quale il morto parla ai vivi e dà i propri consigli.
Piano piano il cimitero è divenuto una raccolta di piccole
opere d'arte, in stile un poco naif, nel quale si può
osservare tutta la vita del paese, con i suoi mestieri, i fatti
di cronaca, i fatti di sangue. C'è la lapide del falegname
ma anche quella del morto ammazzato decapitato, c'è quella
del pompiere e quella del meccanico, c'è quella dell'incidente
di macchina e quella dell'ubriaco. Ci sono praticamente tutti,
a colori vivacissimi. Non c'è un altro posto simile al
mondo......
In ultimo, prima di lasciare il Maramures,
con la moto è bellissimo attraversare le splendide foreste
sulla strada verso Baia Mare. Chi non è ancora stanco
di chiese in legno poi può fare una deviazione fino a
Surdesti, dove il campanile alto 78 metri con le sue
quattro torrette sicuramente non lo deluderà, insieme
alla moltitudine di abitanti delle case limitrofe che spunteranno
improvvisamente come funghi per vendervi, a prezzi bassissimi,
splendidi minerali trovati dai minatori nella zona. Attenzione
però, perché trovare la chiesa sarà forse
l'impresa più difficile di tutto il viaggio.
COSA C'E' DA SAPERE:
Per raggiungere il Maramures occorre prima
arrivare in Romania,e per far questo la strada più veloce
dall'Italia (Tarvisio) passa da Budapest. Arrivati quindi ad
Oradea, prima città dopo la frontiera, si potrà
scegliere se andare direttamente a Nord verso Satu Mare o se
invece proseguire verso est fino a Cluj Napoca, dalla quale
poi andare a Nord fino a Baia Mare e il resto della provincia
del Maramures.
Una permanenza di circa 3 giorni in Maramures
sarà sufficiente per vedere le cose più importanti
e capire lo spirito della regione, a meno che non siate dei
maniaci delle costruzioni in legno o non vogliate fermarvi una
settimana a mollo nell'acqua termale di Ocna Sugatac, nei pressi
di Sighetu Marmatiei. Anche il falegname-becchino di Sapanta
ha dei tempi piuttosto lunghi per la realizzazione dei propri
capolavori, quindi se volete farvi fare la lapide (nella quale
ovviamente siete dipinti sopra la vostra moto) è meglio
che poi ritorniate a prendervela in seguito..........
Dal punto di vista dell'alloggio il Maramures
è la regione più difficile di tutta la Romania:
pochi paesi, e nessuno con hotel o campeggi, nemmeno pensioni.
Qualche posto di ristoro ha una o due camere sopra al bar (Hanul)
ma anche questi in Maramures sono pochi Potete trovare un Hotel
discreto a conduzione privata a Sighetu Marmatiei, e un piccolo
ristorante- campeggio con 5 bungalow a Sapanta (non sappiamo
però se ha finito di costruire i servizi igienici o se
invece bisogna ancora andare a lavarsi la faccia nel fiume come
pare abbiano fatto gli organizzatori del Tour nel primo viaggio
di esplorazione del 1995). Anche a Baia Mare, grande città,
ci sono grandi Hotel ma l'aria e' irrespirabile per via dei
grandi stabilimenti di lavorazione dei minerali.
Le famiglie sono molto gentili ed ospitali,
anche se tutte cercheranno di vendervi dei tappeti di lana che,
da soli, supereranno in volume qualsiasi altro bagaglio vi sarete
portati appresso sulla moto. Attenzione a non accettare con
supeficialità alcolici: la polizia è intransigente
con chi guida con la minima quantità di alcool nel sangue,
e quindi fatelo solo se sapete che dopo sarete fermi per un
po'. La Tuica rumena, distillata due volte da fermentato di
prugne, ha circa 65 gradi, quindi regolatevi di conseguenza.
I locali pretendono che la si beva a digiuno prima dei pasti,
per preparare lo stomaco.........I nostri auguri.
DINO MAZZINI. |